Gatti, parchi e la cecità verso gli altri

Ti è mai capitato di entrare in una stanza (anche virtuale) convinta di sapere esattamente cosa aspettarti, per poi uscirne con la testa completamente sottosopra?

È quello che è successo nelle scorse settimane durante i workshop che ho tenuto per un cliente. All’inizio l’aria era densa di scetticismo: i partecipanti si aspettavano la solita lezione frontale, un monologo infinito su quanto sia importante “essere performanti”. Invece, si sono ritrovati in un’arena interattiva dove la vita reale ha bussato alla porta (e alla webcam) in ogni modo possibile.

Abbiamo avuto bambini che facevano incursioni esplorative dietro le scrivanie, gatti e cani che rivendicavano il loro posto davanti all’obiettivo e colleghe che seguivano l’incontro camminando nel parco, approfittando della bella giornata.

A un certo punto, qualcuno mi ha chiesto preoccupato: “Ma Carolina, qualcuno controllerà davvero il compito finale?”. Gli ho risposto con un sorriso: “Certo, verrò io a casa di ognuno di voi a verificare!”. È stato il momento in cui la tensione si è sciolta e abbiamo iniziato a lavorare seriamente.

Il tema centrale era l’Autoconoscenza. Abbiamo usato il mio metodo Agisci per Evolvere, partendo sempre dal PDA Assessment per mappare i talenti naturali. La rivelazione più grande per molti? Capire che non possiamo essere tutto.

Spesso viviamo con il senso di colpa di non essere abbastanza “veloci” o abbastanza “precisi”, senza renderci conto che il nostro profilo comportamentale ha dei confini naturali. Ma la vera svolta è arrivata quando abbiamo parlato di Bias.

Abbiamo scoperto che spesso giudichiamo i colleghi non per quello che fanno, ma perché li guardiamo attraverso le nostre lenti deformanti. Se io sono una persona molto determinata, tenderò a vedere la prudenza di un collega come “mancanza di coraggio”. Se sono molto analitica, vedrò la creatività altrui come “disordine”. È una forma di cecità: guardiamo il mondo solo dal nostro punto di vista e pretendiamo che gli altri facciano lo stesso.

Evolvere significa smettere di interpretare e iniziare a comprendere. Come ha scritto una partecipante:

Un’esperienza che apre la mente a nuovi spunti, nuove riflessioni, diversi puti di vista, un accrescimento professionale ma soprattutto personale.


💡Il tuo Self Training di oggi (5 minuti)

Questa settimana non ti chiedo di cambiare te stessa, ma di cambiare il modo in cui guardi chi hai accanto.

Azione di oggi:

  1. Individua “la spina”: Pensa a una persona con cui lavori che ti irrita o che fatichi a capire.
  2. Trova il punto di forza nascosto: Chiediti: “Quale sua caratteristica è l’opposto della mia?”. Se ti sembra “lenta”, forse è solo più precisa di te. Se ti sembra “esuberante”, forse ha una capacità relazionale che a te manca.
  3. L’esperimento: Alla prossima interazione con questa persona, prova a non giudicare il suo comportamento come un difetto, ma come una risorsa che completa la tua “mappa”.

La percezione dell’altro parte sempre dalla conoscenza di sé.


Cos’è successo altrove?

  • Sul Canale YouTube: Abbiamo parlato di come la consapevolezza sia spesso un’illusione. Spesso pensiamo di scegliere, ma stiamo solo seguendo automatismi da workaholic. Trovi il video qui.
  • Gestione del Tempo: Se senti che il carico è troppo, nel mio corso trovi il metodo che uso io per gestire le mie 3 BU senza impazzire (o quasi).
    Lo trovi qui.

 

Nos vemos! 🤗

 

La tua evoluzione professionale ha una formula scientifica.

Smetti di procedere per tentativi o di affidarti al caso. Attraverso il PDA Assessment, mappiamo il tuo potenziale con dati oggettivi per trasformare il tuo talento in un Asset Strategico. Scopri quanto del tuo successo attuale è frutto di uno sforzo di adattamento e come ritrovare la tua direzione naturale.
Scopri il tuo potenziale con il PDA Assessment.

 

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