Soffri anche tu di “apnea da troppe cose”?

Nelle ultime settimane ho avuto una sensazione strana parlando con colleghi e persone care: C’è una sensazione di affanno diffuso. Un senso di apnea collettiva, come se stessimo correndo una maratona scattando come se fossero i cento metri.

Non so perché per gli altri sia così, ma posso dirti cosa è successo a me.

Ho questo piccolo difetto di fabbrica: quando vedo una sfida interessante, invece di fare un passo indietro, di solito ne faccio tre in avanti. Al momento la mia agenda sembra un livello avanzato di Tetris dove i pezzi cadono alla velocità della luce. Tra la gestione delle mie tre Business Unit (Coaching, Idexpansive e PDA), il lancio di Kyt Coaching (dove sono a capo di comunicazione e progettazione) e il contributo in Scuderia Formazione, ho deciso che la parola “tempo libero” fosse un concetto sopravvalutato.

Risultato? Sono caduta dritta nella mia vecchia tana: quella della workaholic. È la mia trappola preferita, la conosco meglio delle mie tasche.

 

L’arte di dire NO a se stessi

 

Caderci è facile, specialmente quando ami quello che fai. La differenza rispetto al passato è che ora ho un sistema di allarme che suona prima che l’incendio diventi indomabile. Appena ho sentito il fiato corto, ho attivato la strategia “ritorno alla realtà”:

  1. Brain Dump: Ho svuotato la testa su carta. Se un pensiero non è scritto, occupa spazio prezioso e consuma batteria mentale. Svuotare tutto è come fare un refresh forzato del sistema operativo.
  2. Time Blocking (con i denti): Ho ripreso l’agenda e ho blindato i blocchi di tempo. Non sono suggerimenti, sono impegni sacri. Se dalle 10:00 alle 12:00 c’è un blocco, il mondo può attendere (o almeno provarci).
  3. Disciplina (e un po’ di cattiveria): La parte difficile non è fare il piano, è rispettarlo. Significa avere la forza di dire il NO più difficile di tutti: quello a se stessi.

Dico no all’impulso di rispondere a un’altra mail “giusto perché è lì”, no alla smania di controllo che mi sussurra che nessuno lo farà come me, no all’idea che se non sono esausta a fine giornata, allora non ho lavorato abbastanza.


💡Il tuo Self Training di oggi (5 minuti)

Se anche tu senti il fiato corto perché hai deciso di complicarti la vita con stile, facciamo un passo indietro insieme.

Azione di oggi:

  1. Lo svuota-mente: Prendi un foglio e scrivi tutto quello che hai in sospeso. Non dare un ordine, buttalo giù e basta. Vedrai che la lista è più gestibile una volta che non è più solo nella tua testa.
  2. Il recinto: Per domani, scegli un’unica attività importante e assegna un blocco di tempo blindato. Niente notifiche, niente multitasking.
  3. Il NO strategico: Scegli un’azione che fai per pura ansia da prestazione (es. rispondere ai messaggi istantaneamente) e oggi… non farla. Prova l’ebbrezza di non essere sempre a disposizione di tutti (te stessa inclusa).

Riprendere il controllo è un atto di disciplina verso la propria salute mentale, non un lusso.


Cos’è successo altrove?

  • Sul Canale YouTube: Abbiamo parlato di come la consapevolezza sia spesso un’illusione. Spesso pensiamo di scegliere, ma stiamo solo seguendo automatismi da workaholic. Trovi il video qui.
  • Gestione del Tempo: Se senti che il carico è troppo, nel mio corso trovi il metodo che uso io per gestire le mie 3 BU senza impazzire (o quasi).
    Lo trovi qui.

 

Nos vemos! 🤗

 

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