Nel 2026 le aziende parlano di people analytics. Poi promuovono le persone sbagliate. THDB#44

 

Nel 2026 le aziende parlano di people analytics, AI e dati comportamentali. Poi promuovono le persone sbagliate con gli stessi criteri di sempre.

 

Ogni giorno leader e manager prendono decisioni sulle persone basandosi su percezioni, abitudini, istinto.

Chi assumere. Chi promuovere. Chi mettere in quel ruolo.

Senza misurare niente. Con la sensazione che “si vede” chi è adatto.

Non si vede. Si interpreta. E interpretare senza strumenti è improvvisare.

Le conseguenze le conosciamo tutti: ruoli sbagliati, attriti silenziosi, performance che non arrivano mai.

 

Secondo le analisi HR 2026, la people analytics sta diventando la competenza discriminante per chi gestisce persone — non come strumento tecnico, ma come modo di prendere decisioni più precise e meno esposte ai bias individuali.

Il problema: la maggior parte delle organizzazioni sa che dovrebbe usarla. Pochissime sanno come integrarla nelle decisioni quotidiane.

(Fonte: HR Team Services, HR Trends 2026)

 

La mia lettura: la distanza tra “sapere che i dati esistono” e “usarli per decidere” è esattamente dove si perdono i risultati.

 

I dati comportamentali non sostituiscono il giudizio. Lo rendono più preciso.

Smetti di interpretare. Inizia a misurare.

 

Il 10 giugno sarò al Nobìlita Lab— Reggiane Parco Innovazione, Reggio Emilia — con un laboratorio pratico dedicato esattamente a questo.

Si chiama “Gestire le persone senza dati è improvvisazione.”

Casi reali, dati comportamentali, errori concreti e come evitarli. 

Il festival ospita un team di docenti davvero straordinario — due giorni densi, il 9 e 10 giugno, con interventi su leadership, AI, comunicazione, benessere organizzativo. Vale la pena venire anche solo per questo.

 

Se ci sei, vieni a salutarmi. Scopri il programma completo.

Su LinkedIn trovi un post sul meccanismo che affronteremo al festival. Leggilo qui.

 

Il paso di questa settimana:

Prima di ogni decisione su una persona questa settimana — promozione, ruolo, assegnazione — fatti questa domanda: sto valutando chi è questa persona, o sto valutando quanto si avvicina a come la farei io?

Sono due domande diverse. La prima la fanno tutti. La seconda, quasi nessuno.

 

Nos vemos,

Carolina

 

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