50 anni e una cosa che non sapevo di aver seminato
La settimana scorsa ho conosciuto una persona che mi ha detto una cosa inaspettata.
Mi ha chiesto se conoscessi Marco A. Marco era una persona con cui avevo collaborato qualche anno fa, in un progetto che alla fine non è andato come speravamo. Non c’è più.
Questa persona mi ha raccontato che Marco, nella scuola dove insegnava, mi descriveva come:
- una persona simpatica
- determinata (aveva usato un’altra espressione 🤭)
- che aveva cambiato vita e continente
- ha detto che aveva una grande stima di me
Sono rimasta senza parole. Non perché le cose dette fossero straordinarie. Ma perché Marco non me le aveva mai dette. Mai. Anzi, pensavo di stargli antipatica.
Mi sono emozionata. E poi mi sono fermata a pensare.
Cosa c’entra con i 50 anni
Il 29 maggio ne ho compiuti 50. Non è un numero che mi spaventa — ma è un numero che invita a guardare.
E quello che ho capito in questi giorni è questo: non sappiamo quasi mai cosa seminiamo.
Andiamo avanti. Lavoriamo. Prendiamo decisioni difficili. Cambiamo città, cambiamo lavoro, cambiamo pelle. E pensiamo che l’unico modo per sapere se ha “funzionato” siano i risultati visibili — i contratti, i clienti, i numeri.
Ma esiste un altro tipo di risultato, silenzioso, che si deposita nelle persone che incontriamo e che noi non vediamo mai.
Cosa ho imparato in 50 anni — in ordine sparso
- Che emigrare ti insegna il valore delle cose che non puoi portare in valigia.
- Che i fallimenti dei progetti non cancellano il valore delle relazioni costruite dentro quei progetti.
- Che la coerenza — anche quando nessuno la applaude — lascia traccia.
- Che lavorare con metodo, anche quando il mercato premia l’improvvisazione, è una scelta identitaria.
- Che dire no è più difficile di dire sì, ma protegge ciò che conta davvero.
- Che la velocità è la mia ombra: l’ho imparata, ma devo tenerla d’occhio ogni giorno.
- Che le persone con cui hai litigato, o ti sembrava di star antipatica, a volte ti stavano guardando con stima — e tu non lo sapevi.
💡Il tuo Self Training di oggi (5 minuti)
Non ti chiedo di fare un bilancio dei tuoi “anta” anni (magari non li hai ancora).
Ti chiedo qualcosa di più piccolo e più utile.
Azione di oggi:
- Pensa a una persona con cui hai collaborato — in un progetto riuscito o no — e a cui non hai mai detto esplicitamente cosa ti ha lasciato.
- Chiediti: “C’è qualcosa che ho apprezzato di lei/lui che non ho mai detto ad alta voce?”
- Se la risposta è sì: dirlo costa poco. Non dirlo, a volte, costa tutto.
Marco non è più qui. Non posso dirglielo io.
Ma tu puoi ancora farlo con le persone che hai accanto.
Cos’è successo altrove?
- Su Linkedin abbiamo parlato di come abbiamo raggiunto un bel traguardo al Nobilita Lab. .
- Nel mio laboratorio ho distribuito un White Paper: Gestire le persone senza dati è improvvisazione. Lo puoi scaricare qui.
Nos vemos! 🤗
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