La trappola del “Sì” (e cosa ho imparato alla radio)

Sabato mattina ero sintonizzata su Radio Capital e ascoltavo Betty Senatore. Raccontava che a teatro Pier Luca Mariti ha parlato della sua difficoltà a dire NO.

Pier Luca spiegava quanto sia difficile smettere di essere dei People Pleaser, ovvero quelle persone che dicono sempre di sì per il bisogno viscerale di compiacere gli altri, di non creare attrito, di essere chi è sempre a disposizione.

Ti suona familiare?

Diciamo di sì all’ennesima riunione inutile, sì al progetto che non ci compete, sì alla richiesta dell’ultimo minuto. E lo facciamo perché temiamo che un “No” possa incrinare la nostra immagine o i nostri rapporti.

 

Il tuo NO è un SI ai tuoi obiettivi.

 

La verità è che il People Pleasing non è gentilezza: è una strategia di sopravvivenza per evitare il confronto che però ti svuota. Quando dici di sì a qualcosa che non vuoi fare, stai implicitamente dicendo di no alla tua strategia, alla tua energia e al tuo tempo per evolvere.

Ti confesso una cosa: anche io, che oggi ho difficoltà a dire NO, a volte vengo percepita come una persona egoista. E, a dire il vero, qualche volta mi sento io stessa così. Ma ho imparato che preferisco gestire il peso momentaneo di un giudizio (mio o esterno) piuttosto che il vuoto di aver tradito la mia direzione.

Come dice Betty Senatore, imparare a dire NO è una roba stupenda. All’inizio le persone intorno a te rimarranno spiazzate — perché sono state abituate in questo modo — ma è proprio in quel momento che inizi a riprenderti il tuo spazio.

Questo è uno dei temi centrali che affrontiamo nel mio corso sulla gestione del tempo: impariamo a disinnescare questi automatismi per smettere di subire l’agenda degli altri e tornare a dirigere la nostra. Se senti che è il momento di trasformare il tempo da nemico a alleato, trovi qui il percorso completo. In quanto parte della community Self Training Talk, ho riservato per te uno sconto del 20% sul corso completo. Ti basta inserire il codice STT020 al momento dell’acquisto.

Dire di no non toglie professionalità. Ti rende una persona che sa dove sta andando. Perché ogni volta che poni un confine, stai definendo chi sei e, soprattutto, chi non vuoi più essere.


💡Il tuo Self Training di oggi (5 minuti)

Ora tocca a te. Se il “Sì” è il tuo riflesso automatico, dobbiamo allenare il muscolo del rifiuto intenzionale.

Azione di oggi:

  1. Individua il “Sì” tossico: C’è una richiesta che hai ricevuto (o che riceverai oggi) a cui vorresti rispondere NO, ma senti la pressione di dire sì?
  2. Applica il “Buffer”: Non rispondere subito. Usa questa frase: “Grazie per aver pensato a me. Controllo i miei impegni e ti do una risposta domani”.
  3. Valuta a sangue freddo: In quelle 24 ore chiediti: “Se dico di sì, a cosa sto dicendo di no nella mia carriera?”. Se la risposta non è allineata ai tuoi obiettivi, prepara il tuo primo “No” gentile ma fermo.

Ricorda: la disponibilità infinita è il nemico numero uno dell’autorevolezza.


Cos’è successo altrove?

  • Sul Canale YouTube: Abbiamo parlato di consapevolezza e di come il 95% di ciò che crediamo di sapere su noi stesse sia spesso un’illusione. Un video fondamentale per capire perché si cade sempre nelle stesse trappole (come quella del People Pleasing). Puoi accedere qui al video completo.
  • Consiglio d’ascolto: Se non hai seguito la puntata di Radio Capital di cui ti parlavo, la trovi qui.

 

Nos vemos! 🤗

 

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