Un post di Valentina mi ha riportato indietro di qualche anno

 

Qualche giorno fa ho letto un post di Valentina Falcinelli. Valentina è una brand strategist con cui ho lavorato qualche anno fa, e nel post racconta come è passata da 200 slide per ogni giorno di formazione a nessuna.

L’ho letto due volte. La seconda non stavo più pensando a lei. Stavo pensando a me.

Perché anch’io, all’inizio, entravo in aula così.

 

Il mio prima

Slide, appunti, fogli. Cercavo di imparare a memoria quello che dovevo dire. Se non avevo pronta la frase che collegava una slide alla successiva, andavo in panico. Se qualcosa non funzionava a livello tecnico, perdevo il filo.

Da fuori sembrava preparazione. Da dentro era paura.

E forse questa paura la conosci anche se un’aula non l’hai mai vista da dietro la cattedra.

Paura di non essere presa sul serio. Di non sembrare competente. Di sbagliare davanti a tutti. Di passare per una che vende fuffa.

Tutto quel materiale non serviva alle persone in aula. Serviva a me, per sentirmi all’altezza.

 

Il giorno in cui qualcosa si è incrinato

Il mio primo corso da autonoma era sulla comunicazione. Prima volta su quel tema, ed ero tesa come una corda.

Non è andato tutto secondo il copione. Ho sbagliato qualcosa, sono andata a braccio più di quanto avessi previsto. A un certo punto mi sono raccontata che gli errori mi servivano “per vedere se erano attenti”. Una scusa? Sì. Ma ha funzionato.

E lì ho notato una cosa che non mi aspettavo: proprio quel mio stile meno strutturato, più vulnerabile, metteva le persone a proprio agio. Il clima si è rilassato. Sbagliare era diventato parte del gioco, per me e per loro.

Non è stata una rivelazione da un giorno all’altro. È stato il primo indizio che il mio ruolo non era insegnare. Era facilitare un cambiamento.

 

Cosa c’era sotto

Oggi lo leggo così: quando non ti fidi abbastanza di te, la preparazione diventa un’armatura. Più ti senti fragile, più materiale aggiungi. Più materiale aggiungi, meno spazio resta per ascoltare chi hai davanti.

E il paradosso è che l’armatura non ti protegge. Ti irrigidisce. Basta un proiettore che non parte per farla crollare.

Oggi in aula porto qualche nota, certo. Ma soprattutto porto la mia esperienza, il mio ascolto, la facilitazione. Porto me. La paura di non bastare non è sparita del tutto, semplicemente non è più lei a decidere cosa mettere in borsa.

Non serve un’aula per riconoscersi in tutto questo: basta una presentazione al capo, una riunione importante, una mail che riscrivi cinque volte.

 

Il tuo self training di oggi (10 minuti):

  1. Pensa a una situazione in cui ti prepari “troppo”: una presentazione, una riunione, una mail che riscrivi cinque volte.

  2. Chiediti: “Questa preparazione serve a chi ho davanti, o a me per sentirmi all’altezza?”

  3. Scrivi di cosa hai paura, nel concreto: cosa succederebbe se andasse male?

  4. La prossima volta togli una sola cosa, e annota cosa è successo davvero. Non cosa temevi.

El paso de hormiga. Siempre.

 

Cosa è successo altrove

Il post di Valentina da cui è partito tutto: https://lnkd.in/p/eEnAqtbz. Se fai formazione, o semplicemente ti capita di parlare davanti ad altre persone, leggilo.

Nos vemos! 🤗

 

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